Per il 70% degli italiani l'aumento dei prezzi dell'energia ha ridotto in modo significativo il potere d'acquisto negli ultimi dodici mesi, contro una media europea del 60%. È uno dei risultati dell'ottava Indagine sul clima della Banca europea per gli investimenti (BEI), pubblicata il 5 novembre 2026 e realizzata da Ipsos Bva su circa 23.000 persone nei 27 Paesi dell'Unione, di cui 1.000 in Italia.
Un italiano su quattro parla di impatto drastico
Quasi un intervistato italiano su quattro, il 24%, descrive la perdita di potere d'acquisto legata all'energia come drastica. Sulla quota complessiva, il dato italiano supera di dieci punti la media dell'Unione.
Pompe di calore, Italia prima nell'Ue
L'indagine guarda anche agli impianti di riscaldamento di casa. Il 60% degli italiani dichiara di aver già installato una pompa di calore o di volerlo fare nei prossimi tre anni: è la quota più alta dell'Unione europea, dove la media si ferma al 41%.
Più in generale, l'81% degli italiani considera urgente la transizione energetica per il Paese, contro il 75% della media europea. Tra i vantaggi attesi, l'88% indica una minore dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas, l'84% prezzi dell'energia più stabili o più bassi e un altro 84% il contrasto ai cambiamenti climatici. In tutti gli Stati membri la maggioranza degli intervistati si aspetta che la transizione aiuti a contrastare il cambiamento climatico, con valori che vanno dal 58% dell'Estonia all'87% dell'Ungheria.
Si tratta di un sondaggio di opinione: i numeri descrivono la percezione degli intervistati e non sono una misura ufficiale dei redditi o dei consumi delle famiglie.
Fonti: ANSA, Geagency, Capitalist




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