L'Istat ha diffuso il 30 ottobre 2026 la stima preliminare dei prezzi al consumo di ottobre: l'indice nazionale NIC cresce dello 0,9% rispetto a settembre e del 5,4% su base annua, contro il 4,2% del mese precedente. A spingere l'inflazione sono soprattutto i beni energetici, il cui aumento tendenziale passa dal 22,6% al 31,4%.
Energia, il balzo dei prezzi regolamentati
Il rincaro più forte riguarda gli energetici regolamentati: la crescita su base annua sale dal 25,8% al 59,5%, con un aumento del 18,8% in un solo mese. Accelerano anche gli energetici non regolamentati, che passano da +22,5% a +29,4% su anno, con un +4,9% rispetto a settembre.
Sono numeri che pesano direttamente sui bilanci familiari proprio all'inizio della stagione di riscaldamento, quando luce e combustibili tornano a essere una voce importante della spesa per la casa.
Carrello e inflazione di fondo
Salgono anche i prezzi dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, che passa da +1,5% a +2,5%. Gli alimentari non lavorati accelerano da +5,5% a +7,5%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto di energetici e alimentari freschi, sale dall'1,6% al 2,0%.
L'indice armonizzato europeo IPCA cresce dell'1,2% su base mensile e del 5,6% su base annua. L'inflazione già acquisita per il 2026, cioè quella che si avrebbe se i prezzi restassero fermi fino a dicembre, è pari al 3,4% per l'indice generale.
Dati ancora provvisori
Si tratta di una stima preliminare: l'Istat pubblicherà nelle prossime settimane i dati definitivi di ottobre, che potranno correggere in parte questi valori. Per le famiglie che stanno organizzando le scorte per l'inverno, il consiglio resta quello di confrontare con attenzione offerte e preventivi prima di acquistare.
Fonti: Istat, Il Fatto Quotidiano, La Notizia




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